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Energica
Più socialità, meno social network

Tenete pure sempre acceso il vostro smartphone ma senza spegnere le vostre relazioni sociali.

“Clicca, clicca, clicca, condividi, condividi, condividi”. Non tutti siamo come il mitico Napal 51, l’hater seriale di Maurizio Crozza, perennemente connesso. Ma stiamo sempre più incollati a uno schermo. Per fare cosa? Si chatta con diverse persone contemporaneamente. Nel frattempo si sbirciano le foto di qualche utente. Intanto si dà un’occhiata alla bacheca di un conoscente. Magari ascoltando la playlist musicale di un collega. Si potrebbero fare mille esempi, ma la verità è che di questi tempi di comodità digital, si è sempre connessi a qualcuno, nella vita reale, invece, si è meno capaci di stabilire legami.

Più socialità, meno social networkSi, no, dipende

Per farci un’idea del fenomeno digitale, i soli Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft adesso valgono il quinto Stato più ricco del pianeta. Sia chiaro, sono brand, sistemi e piattaforme molte diverse tra loro, ma che pare abbiano in comune una cosa: la dipendenza che creano nella maggior parte degli utenti. Potrebbe essere un’ipotesi azzardata? Sicuramente. Potrebbe essere un quadro fosco, dipinto da un non-giovane brontolone? Forse si, magari stiamo solo assistendo a inevitabili assestamenti…fatto sta che, millennial o adulti, viviamo ormai così: condividiamo l’ultimo video, facciamo continuamente selfie o storie, giochiamo con i nostri amici senza neanche vederli, ordiniamo la cena via internet, facciamo tantissime cose con con un click, anche modificare i rapporti sociali.

Più velocità, meno rapporti

Le comodità sono innegabili. Ormai tantissimi di noi scelgono di fare acquisti su siti come Amazon. Arriva tutto a casa. Per la scelta di un ristorante ci si affida Groupon o alle recensioni di Tripadvisor, e spesso si risparmia o si evitano fregature. Allo stesso modo, per prenotare un hotel ci serviamo di siti come Booking. Velocissimi. Tutto passa dalla tastiera, senza più dialogo. Il rischio è perdere la cultura del senso civile, l’incontro spontaneo, il tesoro dell’accoglienza.

Risparmiare tempo ha un costo

Davanti abbiamo enormi opportunità, soluzioni rapide offerte dalle tecnologie digitali. Il desiderio di poter diventare multitasking è lì a portata di mano. Ma tutto ha un costo. Abbiamo chiuso le enciclopedie e ci siamo connessi a Wikipedia. Abbiamo lasciato i libri alla polvere e premuto play ai tutorial su YouTube. Abbiamo abbandonato i negozi di dischi per Itunes. Queste scelte ci hanno allontanato dalle biblioteche, dalle librerie, dai cineforum, dai club, dai vecchi caffè: tutti luoghi di confronto, in cui ci si guardava negli occhi. Siamo così legati al nostro mondo digital che neanche quando ci ritroviamo in mezzo a tanta gente riusciamo a staccarci dallo smartphone. Fateci caso per strada o quando entrate in un bar.

Face to face o face to Facebook?

Oggi conoscersi di persona sembra così “old”. Anche i vecchi siti di dating, che pure non sono passati di moda, sono ormai sostituiti dai social. Facebook è il primo mezzo utilizzato dai per stabilire nuove relazioni, conoscere persone e mantenere costanti rapporti con gli amici (altri mezzi sono i gruppi di WhatsApp). Insomma: anche i rapporti umani sono sempre più virtuali e sempre più aggregati su base verticale: si parte dagli interessi. Ti retwitto subito, ti lovvo su Instagram, ti ho taggato su Facebook. Ma per fare due chiacchiere? Non se ne parla proprio.

Basta poco per dire basta

Proviamo a trovare un lieto fine. E come spesso accade, forse la soluzione sta nel tornare un po’indietro e riconsiderare. Almeno per una volta, proviamo a uscire senza telefono al seguito (io l’ho fatto, e non è stato per niente facile). Possiamo ricominciare da cose semplici: domandiamo all’amico come si è trovato in quel ristorante, spegniamo il navigatore e chiediamo al primo passante l’indicazione stradale, magari ci darà pure qualche dritta.

Nutriamo la socialità

Parliamo col negoziante per farci consigliare qualcosa di sano e di buono, approfittiamo di una bella giornata al parco mangiando della buona frutta o qualche snack naturale in compagnia, scambiamo due chiacchiere con i colleghi in pausa pranzo. Diamo spazio alle cene conviviali e diamo più gusto alle relazioni.

Cercare su Google o ritrovarsi

Forse basta poco per recuperare. Piccole cose di ogni giorno. Una passeggiata, una chiacchierata, una birra tra amici. Così potremmo ritornare a rivedere luoghi di cui abbiamo bei ricordi, gusteremo di nuovo il piacere di stare assieme e di condividere risate e abbracci, e non commenti e selfie. Almeno per una volta ritroveremo noi stessi e non il nostro profilo social. Ops, scusate, mi chiamano in chat…

Volete dedicarvi più tempo? Nei prossimi articoli affronteremo altri argomenti. Continuate a seguirci, perché è #facilestarebene.

Autore
Ugo P.

Generoso e altruista, sempre disponibile, si dedica così tanto agli altri che non ha mai tempo per se. Scrive principalmente di benessere, di alimentazione e di tempo libero.

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